
Le prime due cose che ho pensato al termine del primo ascolto del cd sono state le seguenti: innanzitutto l’ottima performance vocale di Alessandro, per i miei gusti leggermente sottotono solo nel pezzo finale dell’album; a memoria non ricordo un cantante italiano del nostro genere (altri utenti del forum esclusi ) che sia riuscito così bene a reggere il confronto con nomi stranieri altisonanti. La seconda cosa che Marcel Jacob, a cui è dedicato Another Paradise, sarebbe stato contento del prodotto, al punto che ascoltandolo più volte sembra quasi che Marcel abbia partecipato come musicista o songwriter su alcuni pezzi. Ma veniamo al dettaglio:
1. Distant Voices: già ascoltato dal vivo in due occasioni, il pezzo è di quelli che piacciono a me, “scandinavo” al punto giusto, vicino a qualcosa di Malmsteen pur senza i virtuosismi chitarristici a cui ci ha abituato Yngwie. Ecco uno di quei pezzi che Jacob avrebbe potuto scrivere per Soto, ma il nostro Del Vecchio regge alla grande il confronto. Voto: 9/10
2. Another Paradise: con un riff a metà strada tra Axel Rudi Pell e gli Skid Row inizia la title track, molto più vicina ad una cavalcata nordeuropea che americana. Voto: 8,5
3. Lonely: anche questa l’avevo ben presente per averla ascoltata dal vivo per 2 volte. Il plagio a It’s too late dei Bad Habit (probabilmente neppure voluto dal chitarrista) è sin troppo evidente, ma chissenefrega, se lo fanno gli W.E.T. buona camicia a tutti . E’ comunque decisamente godibile con quel refrain ad effetto e quegli incroci chitatarra/tastiere ancora una volta ben riusciti. Voto: 9
4. Edge Of Life: le belle tastiere impreziosiscono questo pezzo, lo stesso non si può dire per quello che concerne le chitarre, non particolarmente interessanti. Voto: 8
5. I Won’t Call You: altra song che ho apprezzato dal vivo. Quel “dream on” nel bridge mi ha ricordato gli Elektra Drive di Due, il coro è bellissimo, grande Ale! Voto: 9+
6. My Revenge: riff al fulmicotone e belle tastiere per questa canzone che strizza l’occhio al Malmsteen vecchia maniera. Voto: 8,5
7. What I’ve Never Seen: la balata di turno è un buon ”assolo” di Del Vecchio. Sulle ballad sono spesso critico, in linea generale, ma il voto finale è comunque lusinghiero. Voto: 8+
8. What A Feeling: questa strordinaria canzone la suonavo con una mia vecchia band quando avevo 17 anni, il tastierista di allora la voleva sempre fare a tutti i costi. L’interpretazione degli Edge Of Forever è davvero super. P.S.: I cori li facevamo meglio noi, Bruno potrà confermare . Voto: 10
9. Eye Of The Storm: scandi song dal sound molto potente. Voto: 8+
10. Against The Wall: è forse il pezzo dell’album che ho apprezzato meno, perlomeno fino al ritornello, quello spacca davvero! Voto: 8
In definitiva il miglior album della band di Del Vecchio, che non fa per nulla rimpiangere Harris. Sono già in attesa di un altro paradiso…
Voto finale, fatti i conti: 8,5
By Alex73